Prima del “debutto” ufficiale, Maurizio Scaparro ha voluto incontrare il pubblico per presentare il nuovo programma del 40° Festival Internazionale di Teatro. Lunedì 16 febbraio, a pochi giorni dall’apertura, molti appassionati, qualche addetto ai lavori e gli studenti più curiosi, sono stati accolti dal direttore artistico della Biennale nella cornice della Biblioteca di Servizio Didattico di Ca’Foscari con sede alle Zattere. L’informalità e il calore dell’atmosfera hanno trasformato la presentazione in una amichevole chiacchierata: lasciando da parte gli spettacoli in programma, il discorso si è spostato sulla condizione dei giovani oggi. Il direttore ha rivolto la sua attenzione alle aspettative degli studenti individuando in “istruzione e cultura”, le parole chiave per superare la crisi teatrale ma non solo: «Vorrei che la scuola e la cultura diventassero occasioni di lavoro, che la scuola venisse vista non solo come istruzione ma anche come officina». È proprio dal concetto di “officina” che parte il progetto della Biennale 09: un festival in forma di laboratorio nel novembre scorso, che sfocia a febbraio in un’edizione dove sono in scena cinque degli spettacoli studiati nella fase laboratoriale. Il punto forte di questa Biennale sta proprio nella continuità data al lavoro e nello spingere i giovani a passare dall’ambiente amatoriale al professionismo. Ma il discorso di Maurizio Scaparro non si ferma qui: «Ho iniziato a fare teatro in cooperativa. Eravamo un gruppo di giovani senza soldi, ma avevamo uno spazio. Voi ragazzi dovete farvi dare degli spazi, dovete fare battaglie, non subirle». Il problema non è certo nuovo, ma non è solo lo spazio a mancare. Il Direttore propone di cercare insieme un luogo dove possano confluire idee e dove inizi l’organizzazione, dove sia possibile passare dal progetto all’azione.

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