Riceviamo e pubblichiamo:

Salve, sono Fabrizio Falco un allievo dell’accademia Silvio D’amico che ha partecipato come attore allo spettacolo “l’Impresario delle Canarie”. Navigando sul sito della biennale teatro ho scoperto con grande stupore che il nostro spettacolo era stato recensito in forma di letterina da una bimba di 8 anni, abbastanza peperina. Ho cercato di accedere alla sezione dei commenti per potere dire la mia, ma non è stato possibile commentare nulla. Ora io mi chiedo se sia possibile che un articolo di una bambina, prima di essere pubblicato nel blog di uno dei più importanti festival teatrali d’europa non venga prima visto da un occhio più esperto che ne giudichi la plausibilità. Io trovo che la bambina (che in modo molto sincero ha espresso il suo parere) non possa mai capire a 8 anni, la complessità di un operazione sul linguaggio del 700′ in rima che abbiamo portato in scena. E’ giusto che si sensibilizzi il pubblico giovane al teatro…Ma da qui a far scrivere una critica ad una bambina, senza farlo rimanere fra le quattro mura di una scuola mi sembra che ce ne passi!

Io sono sinceramente meravigliato…e spero che qualcuno mi spieghi perchè in un libero blog io non possa commentare gli articoli pubblicati. Io non contesto che ci siano delle critiche su uno spettacolo ma che siano fatte da gente competente, o almeno da un pubblico che sia in grado di giudicare, perchè a mio avviso una bambina non può esserlo…E’ un linguaggio troppo distante e persino noi abbiamo fatto tanta fatica per renderlo familiare.

in attesa di una vostra risposta
vi faccio i miei saluti

(24 febbraio 2009, ore 22.46)

scusatemi tanto apprendo solo adesso che anna serlenga è una simpaticissima giornalista e una mancata attrice, non una bimba di 8 anni….ci avevo creduto, scusate l’ingenuità! Allora tutto è spiegato si commenta da sola… mi sa tanto che LA RECITA DELLA SCUOLA gli sarebbe tanto piacuto farla…..

PS: dovevo capirlo…sicuramente una bambina si sarebbe divertita di più!

(24 febbraio 2009, ore 22.59)

Queste due email sono arrivate alla Redazione del Giornale di Bordo online, brevemente rispondo a titolo personale.

Vorrei scusarmi con Fabrizio Falco se si è sentito personalmente attaccato dal mio “gioco” giornalistico, non era mia intenzione offendere nessuno, ma solamente, in termini ironici, esprimere alcune perplessità sull’operazione teatrale di domenica scorsa. Perlplessità che riconfermo: cerchiamo e auspichiamo un teatro che possa parlare il linguaggio del contemporaneo con maggiore incisività. Nella teoria e nella pratica.

Anna Serlenga