Procri: cacciatrice, moglie di cacciatore, figlia incestuosa, amante infuocata. Minosse: re maledetto, rifiutato dalla consorte e punito da un crudele sortilegio. Tra i due: l’ossessione, il dono, l’avidità, la gelosia, l’equivoco, la fatalità…
Il racconto di un’ossessione: quella di Minosse per Procri, l’unica donna che sopravvive ai suoi amplessi, l’unica che donandosi in completa libertà, gli sfugge: «Come conquinstare ciò che già si dà totalmente?». Adagiato sul fondo, il rimorso/ricordo, la somiglianza con un’amore perso e mai conquistato. Ecco allora il dono: un giavellotto infallibile, a cui nulla può sottrarsi. È nel momento in cui lo afferri che il sogno si smaterializza. Ma Procri, amante, confidente, compagna di incontri vani e meravigliosi, non era sull’isola per Minosse. Cacciatrice qual era, Procri viaggiava in cerca di Artemide, per andare alla ricerca della verità, del suo destino…
Il giavellotto dalla punta d’oro, va in scena al Teatro Fondamenta Nuove, martedì 3 e mercoledì 4 Marzo. Il racconto che racchiude e lega molti miti greci viene riscritto da Roberto Calasso e messo in scena da Giorgio Marini il quale è tornato alla prosa da un anno, con Occhi Felici, dopo molti anni d’impegno nel teatro musicale. Il regista proveniente dal Teatro Immagine degli anni ’60, lavora con gli attori del Florian Teatro Stabile d’Innovazione, e con gli studenti dell’Università degli Studi di Roma “La Sapienza” e del Centro Teatro Ateneo, con i quali ha svolto un laboratorio di studio sullo spettacolo.