Massimo Munaro, Maurizio Scaparro, Francesco Siciliano, Orlando Forioso; foto di Fabio Bortot, Alvise Nicoletti

Massimo Munaro, Maurizio Scaparro, Francesco Siciliano, Orlando Forioso; foto di Fabio Bortot, Alvise Nicoletti

“L’impero, l’ho governato in latino; in latino sarà inciso il mio epitaffio, sulle mura del mio mausoleo in riva al Tevere; ma in greco ho pensato, in greco ho vissuto”. Così si presenta l’imperatore descritto da Marguerite Yourcenar, in Memorie di Adriano. E gli ultimi tre spettacoli, presentati oggi in conferenza stampa, presso la sede storica della Biennale, derivano ancora una volta dai miti, dall’eredità greca, dalle forme eterne di riflessione che caratterizzano questo mediterraneo.

Il mito della ragione contro l’ignoranza, ovvero Il Ciclope di Euripide, nella reinvenzione di Enzo Siciliano, diretta ed interpretata dal figlio Francesco, che andrà il scena questa sera e domani sera, alle ore 20.30, al teatro Giovanni Poli Santa Marta. “Ulisse sconfigge il Ciclope perché ha conservato il suo sapere. E, quindi, sopravvive”, ha detto il regista, ricordando quanto la paura di essere sconfitti dal proprio ciclope, spesso, renda l’uomo incapace di reagire. “Il sapere è un fatto condiviso – ha continuato – e dipende da noi decidere se investire o meno in noi stessi”. Uno spettacolo giocato sulle parole e sul linguaggio: immediati e semplici elementi tipicamente umani. Ad un solo attore, pur nel contrappunto musicale, interpreterà tutti e quattro i personaggi in scena, ovvero Ulisse, Polifemo, Sileno (il pastore che fa da ponte tra sapere e ignoranza) e il coro.

 

Massimo Munaro; foto di Fabio Bortot, Alvise Nicoletti

Massimo Munaro; foto di Fabio Bortot, Alvise Nicoletti

Una delle più belle tragedia di Sofocle, invece, sarà il perno per portare in scena l’eterno scontro tra l’individuo e la società in cui vive. La contraddizione degli opposti, legge divina e legge della città, è rappresentata dal Teatro del Lemming, con l’Antigone per la regia di Massimo Munaro. Si tratta di un altro spettacolo che deriva dal Laboratorio Internazionale del Teatro svoltosi a ottobre-novembre 2008, che andrà in scena domani e domenica alle 18.00, presso il teatro Fondamenta Nuove. Ha spiegato il regista: “Abbiamo voluto dare una lettura meta-teatrale del conflitto, individuando due teatri: quello di Antigone, ovvero quello dell’affettività tra attori e spettatori, della prossimità, e quello di Creonte, che rappresenta le convenzioni teatrali. Li abbiamo messi l’uno di fronte all’altro”.

 

Orlando Forioso; foto di Fabio Bortot, Alvise Nicoletti
Orlando Forioso; foto di Fabio Bortot, Alvise Nicoletti

E, infine, il “mito dell’anonimo”, come lo ha definito il regista Orlando Forioso, presentando il suo spettacolo, Le donne e il mare, in scena domani e domenica, alle 20.30, presso il teatro Piccolo Arsenale. Le “vecchie” del poeta Jannis Ritsos, da cui è tratta l’opera, non fanno parte della Storia, ma sono immerse nel quotidiano, nella realtà vera, nella vita…

 

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