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Foto di Fabio Bortot,Alvise Nicoletti
Foto di Fabio Bortot, Alvise Nicoletti

Lo spettacolo S’ard-I danzatori dalle stelle è proprio come Ruggero Gunale, protagonista di Il quinto passo è l’addio di Sergio Atzeni. La testa, per Gunale vera e propria sala comandi di un mezzo di trasporto, è il regista Marco Parodi, mentre le cinque entità che la abitano sono le diverse parti che compongono ogni messa in scena, che solo con un equilibrato “ballo a cinque passi” possono creare vera armonia.

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foto di Fabio Bortot , Alvise Nicoletti.
foto di Fabio Bortot , Alvise Nicoletti.

Martedì grasso al Teatro Goldoni, ore 20.30: buio in sala. Una musica dai timbri e dalle profonde vibrazioni peculiarmente sarde dà inizio a S’ARD – I danzatori delle stelle, creando un’atmosfera ricca e avvolgente e incrementando le aspettative dei non numerosi – ma mascherati – spettatori in sala.

Purtroppo, allo scemare della bella musica creata da Gavino Murgia, udire la voce registrata del protagonista che mette a nudo i suoi pensieri, insinua una nota di fastidio nella mente di chi – memore della conferenza stampa a Ca’ Giustinian del giorno precedente – aveva sentito accesi toni di accuse da parte del regista Marco Parodi, contro coloro che utilizzano i microfoni in scena. Così come la naturale espressività dell’attore (oramai – secondo Parodi – sempre più spesso dimentico del corretto uso del diaframma) viene ostacolata dall’uso dei microfoni, trovo altrettanto innaturale che il personaggio debba esprimere l’intimità dei propri pensieri attraverso una registrazione, in fin dei conti il medesimo filtro tecnologico. Si dovrà evidentemente dedurre che non sia stato possibile trovare altre soluzioni per distinguere ciò che l’attore pensa, rispetto a ciò che l’attore dice. Da notare che, ulitizzando tali linguaggi sonori, numerose volte il volume delle registrazioni sovrasta quello delle naturali voci in scena.

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Pubblichiamo un frammento della videointervista a Marco Parodi, regista di S’ARD – I danzatori delle stelle

Ci si immerge nella memoria immaginaria del popolo sardo con S’Ard – I danzatori delle stelle, spettacolo che va in scena stasera in prima assoluta al Teatro Goldoni. Il fascino arcano di un’isola al centro del Mediterranneo e abitata da figure mitiche, che si rincorrono nella notte dei tempi, è affidata ai testi poetici di un grande scrittore quale Sergio Atzeni, autore sardo prematuramente scomparso e purtroppo troppo tardi compreso. Attraverso un percorso che intreccia alcuni frammenti dei suoi romanzi Passavamo sulla terra leggeri e Il quinto passo è l’addio, il regista Marco Parodi ha voluto presentare microstorie che mescolano la storia quotidiana dell’autore a quelle dell’isola, alla magia, al mito e alla leggenda. Il protagonista Antonino Setzu, interpretato da Luciano Virgilio, diventa così un ‘Custode del tempo’, un testimone-narratore che si fa carico di tramandare le origini di quei “danzatori delle stelle” provenienti dall’Oriente. L’adattamento, firmato dallo stesso Parodi, si avvale dell’ausilio di un musicista di eccezione come Gavino Murgia, che fonde i suoni della tradizione sarda alle melodie del jazz più contemporaneo. Un’ occasione per non perdere la liricità di una cultura a metà tra realtà e magia.