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foto di Fabio Bortot, Alvise Nicoletti

foto di Fabio Bortot, Alvise Nicoletti

Più che pertinente la presenza di Loredana Putignani al 40. Festival Internazionale del Teatro dedicato al Mediterraneo con il progetto Visioni Madri Migranti: un’antologia video che documenta il lavoro di sperimentazione teatrale condotto nell’arco di un decennio dalla Compagnia Terzo Mondo Teatro in Italia con persone di provenienza extracomunitaria.

Dell’antologia, l’altro giorno all’Auditorium Santa Margherita di Venezia, Loredana Putignani, la ‘donatrice di scintille’ come l’ha definita Claudio Meldolesi per presentarla, ha potuto portare un assaggio di video documentari di cui è ideatrice, regista, allestitrice e di cui Youssef Tayamaun ha curato il montaggio.

In questo caso il teatro è mediato dal filtro della telecamera che restituisce in immagine video l’esperienza vissuta. Lo strumento ‘non rappresentativo’ scelto risulta particolarmente adatto a rendere il senso di quello che si vuole esprimere. I protagonisti sono marginali, nomadi, sans papier, bidoun: quanto si restituisce è la loro dimensione altra, la loro differenza, o meglio l’identità che si qualifica per negazione, per sottrazione.

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Tra gli eventi che animano la Biennale Teatro questa settimana, un appuntamento insolito e curioso si prospetta per domani 26 febbraio alle ore 18.00 presso l’Auditorium Santa Margherita di Venezia.

Visioni madri migranti, opera video della Compagnia Terzo Mondo Teatro, è un montaggio video del lavoro teatrale che da anni la compagnia svolge su territori marginali, come campi nomadi e periferie: racconti di un incontro che è anche nuova pratica del fare teatrale, lavoro sugli stereotipi che nella società italiana si annidano nei confronti di persone migranti. Leggi il seguito di questo post »