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Foto di Zaira Zarotti

Foto di Zaira Zarotti

Intervista a cura di Anna Serlenga

Incontriamo Nikita Milivojević durante le ultime prove tecniche prima del debutto: il regista serbo, direttore del BITEF Festival di Belgrado e dell’omonimo teatro, sembra presente ed accurato, gentile con i suoi collaboratori ed animato da sincera passione. I suoi attori sono tutti molto giovani e sembrano divertiti dal lavoro, si percepisce un clima disteso. Dopo qualche momento d’attesa, Nikita ci dedica un po’ del suo prezioso tempo, tra una canzone e l’altra dello spettacolo, seduti tra le poltroncine rosse del teatro. Leggi il seguito di questo post »

Foto di Fabio Bortot, Alvise Nicoletti

Foto di Fabio Bortot, Alvise Nicoletti

Nei giardini d’inverno – Winter Gardens – la generazione perduta a cui Nikita Milivojević dedica questo lavoro sembra, attraverso le e-mail, più una generazione semplicemente lontana.
La riflessione gira attorno alla definizione di Patria; tante le ipotesi prese in considerazione dagli attori in scena, fino alla più semplice, spiazzante, ingenua, ma incomprensibile per chiunque non abbia mai vissuto un conflitto: Patria è dove non ti uccidono.

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Foto di Fabio Bortot, Alvise Nicoletti

Foto di Fabio Bortot, Alvise Nicoletti

Container metallici, valigie e carrelli: l’essenziale scenografia di Winter Gardens, lo spettacolo del regista serbo Nikita Milivojević, direttore da due anni del Bitef Festival di Belgrado, e del suo gruppo giovane e cosmopolita. Da una valigia escono prima dei piedi, e poi le gambe: un’identità e una storia rinchiusa in una cerniera e due ruote. Le valigie che si muovono sul palco diventano due e lentamente prendono vita anche i container: una migrazione di invisibili, protetti ma isolati nel proprio sradicamento. Sono infatti i giovani serbi fuggiti negli anni Novanta, in pieno regime, i protagonisti di uno spettacolo che racconta di partenze e nostalgia, di ricordi da bambini e comunicazioni virtuali. Leggi il seguito di questo post »

Foto di Fabio Bortot, Alvise Nicoletti

Foto di Fabio Bortot, Alvise Nicoletti

“Non c’è posto come casa” – dice Dorothy ne Il mago di Oz. E ha ragione. Ma una casa disegnata su una lavagna, uno degli oggetti della scenografia di Winter Gardens, spettacolo del regista Nikita Milivojević, andato in scena ieri pomeriggio, non è un luogo fisico. È un posto in cui non si può più tornare, la Serbia, un paese dal quale mezzo milione di giovani unversitari sono dovuti fuggire, per cercare di vivere altrove. Perché, in fondo, come afferma uno dei protagonisti della messa in scena, “la patria è dove non ti ammazzano”. La felicità, se esiste, dovrà essere cercata altrove, nel mondo, negli occhi degli estranei, nei simboli delle città in cui ci si è rifugiati. Leggi il seguito di questo post »

Arriva domani, mercoledì 25 febbraio ore 18.00 al Teatro Piccolo Arsenale di Venezia, lo spettacolo Winter Gardens del regista serbo Nikita Milivojević (1961), lavoro teatrale «dedicato alla generazione perduta degli anni Novanta».

Il regista, protagonista della scena serba dagli anni ’90, ha scelto di lavorare su una mancanza che è insieme però la possibilità di uno sguardo altro: osservando la massiccia fuga che ha segnato la Serbia in periodo bellico, Milivojević ha scelto di lavorare sulle email che i giovani suoi coetanei, in “asilo-esilio” come lo definisce l’intellettuale bosniaco Pedrag Matvejević (presente alla Biennale il 3 e 4 marzo con Midrash / Hikayát – Racconto sul Mediterraneo, di cui è autore ndr), hanno inviato a lui negli ultimi anni. Leggi il seguito di questo post »